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Vita&Opere

GIUSEPPE D'AMBROSIO

     Giuseppe D’Ambrosio è nato nel 1948 a Stio Cilento, in provincia di Salerno, dove ha trascorso la fanciullezza, da Francesco e Pasqualina Lillo.
          Frequentò le classi elementari presso i Padri Rogazionisti  a Roma, dove formò la sua personalità e la sua sensibilità  verso il prossimo.

       Vedi  libro per le altre opere dell'autore ...L'autore è anche editore ha donato i suoi libri alla biblioteca Nazionale:
          Firenze, Roma, Napoli, provinciale di Salerno via laspro e villa Carrara e a molte scuole di Salerno.


 
Recitate con devozione questa poesia e diffondetela per il mondo,  mi è stata dettata nella stalla dove sono nato.   Alle tre del mattino la vigilia di Natale 1990.                                                                                                                              

Sogno comune per un Natale imminente

 
Pensando ai Natali di tempi passati

ci balza nel cuore un Natale presente.
 Sogniamo una mamma che stringe il suo bimbo

e un padre orgoglioso che già pensa al domani.
Ma la vita ci insegna che i sogni son sogni

un lavoro è importante per vincere e vivere meglio.

Vediamo sul podio un nostro maestro,

che con segni precisi di tecnica perfetta,

ci indica la strada “è quella la più giusta?”

Che bello! Disegna un ovolo, la testa di una donna,

la donna più bella, più bella del mondo del mondo celeste.

Traccia un rettangolo un po’ malandato

perché la squadra e un poco rigata

ma prende lo stesso la forma di un corpo

di donna che corpo, che corpo mai visto uno più bello.

Comanda ai cerchi, triangoli, quadrati e a tutte le figure

più perfette e creative di tutto il creato.

Tutto diventa d’un tratto poesia

Il bimbo creato piange, dice: “Son bello, son figlio di Dio”.

Anche il maestro piange, si sente morire

È stanco è stato battuto, peccava d’orgoglio.

La vita è diversa fuori dai banchi di scuola mormorava fra sé,

 poligoni lucenti e stellati gli accarezzavano il viso,

piangeva, piangeva di un pianto dirotto.

Allora un ragazzo gli si affianca sul podio,

comanda anche lui, capisce il sistema,

ordina, un padre, il padre Giuseppe, un asino un bue.

Che strano hanno le teste rotonde,

il maestro sorride, bacia il ragazzo scende dal podio,

bravo! Bravo! Rimani tu al mio posto.

Che strano “è Natale” e tutti piangono, dice il preside.

“No” rispondono in coro i ragazzi di prima,

piangiamo per Amore perché Amore abbiamo dato

e poi è solo un sogno, un sogno perfetto.
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Il poeta Giuseppe vive le sue sofferenze, inflittegli da questa società d'ipocriti, attraverso la poesia.
Il suo cuore è sgombro da rancori e odi , è riconoscente ai suoi aguzzini per averlo reso così com'è.   

Vuole solo sperare che finisca nel paradiso dei giusti.

 Vorremmo essere delle maghe per cancellare le tue sofferenze.
Ma sappiamo che a te non fà piacere perchè fanno parte della tua vita.
                         Ti amano come sempre le tue cugine.

                                                                                          (Tratto dalla copertina di Core-Cilentano  edito D'Ambrosio.)


Avvertenze: La prima pagina è bianca serve per la dedica per chi acquista il libro nella nostra Associazione Culturale      

Cliccare la parola per scaricare il libro è buona lettura, tempo di caricamento 30 sec.

CORE-CILENTANO



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